venerdì 15 aprile 2016

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Sono stato costretto a tagliare il cordone che ci legava.
Ti lascio sola come lo sono stato io per tutti questi anni.
Abbandonato da tutti nell'amarezza della solitudine. 
Dentro me c'è ancora una parte di te.
Ho il volto segnato dal vuoto esistenziale.
Non è facile accennare un sorriso finto.
Un giovane nato vecchio e bruciato dal tempo.
Sono confuso tra chi sono e chi  penso di essere.
 

lunedì 23 novembre 2015

L'addio della Musa

Aver bisogno di ritornare nel proprio spazio.
Mancano le parole. Manca lo slancio creativo.
Nessuno più mi vuole. Nessuno più mi cerca.
Se n'è andata pure lei lasciandomi vuoto.
Ricordo quando mi prendeva all'improvviso
stordendomi ed io reagivo chiudendomi.
Lei voleva ch'io m'aprissi e così fu.
Un fiume in piena.
Libido che fluiva impetuosa travolgendo tutto.
Più mi allontanavo dalla realtà più la ritrovavo nitida.

Ritorna Musa.
Tu che donasti colore e forma.
Tu che generasti la vita.
Sussurrami ancora all'orecchio.
Dipingi nella mia mente.
Sono una tela bianca. 
Voglio essere fecondato
Voglio un travaglio sofferto.
Voglio partorire.
Voglio vomitare arcobaleni.
Accarezzami e donami emozioni che non ho.






domenica 23 marzo 2014

Formiche Volanti

Puntini neri apparsero alla mia vista. Provai a scacciarli con gesti inconsueti.
Si posarono su di me ed incominciarono a camminare sulla mia pelle. Mi gettai senza esitare in una vasca d'acqua. Sembrava tutto finito invece loro entrarono dentro me. Si si avete capito bene. Non so come, non so dove.
Le sentivo camminare sotto pelle. Un formicolio tremendo.
Affondavo le unghie nella carne volevo tirarle fuori. Incominciai pure a mordermi.
Pezzi di pelle si staccavano mischiata a sangue. Non era un bel vedere.
Mi stavano divorando ed io mi contorcevo dalla confusione. Non sapevo che fare. Non sapevo chi chiamare.  Pensai "mi rotolo così le schiaccio". Ma niente.
"non usciranno più da me queste creature. mi mangeranno vivo!!!" urlai mentre mi lamentavo.
Mi guardai intorno e vidi il seghetto alternativo e in un sprizzo di lucidità e disperazione pensai fosse la cosa giusta. Dovevo farlo.  


Accesi l'apparecchio. Mi feci forza. Era un gesto da fare ed incominciai a tagliarmi una gamba.  Un dolore lancinante si diffuse in tutto il corpo. Spruzzi di sangue dappertutto. Mi dimenavo sul pavimento senza nemmeno urlare. Sul momento era doloroso, ma poi solo una fitta niente di che per non essere anestetizzato. Non potevo fermarmi, dovevo continuare.  Non appena mi diedi da fare sull'altra gamba Urla strazianti riempirono la stanza.  E anche questa se ne andò. Un misto di dolore e formicolio.
Inizialmente sembra duro da sopportare ma poi ci si abitua. Il dolore passa, solo un po di sangue in giro. I moncherini non sono tanto belli da vedere, ma non importa.

Mi diedi un po' di carica con le poche forze rimaste. Forse potevo sconfiggerle.
Affondai senza pensare il seghetto anche sul braccio sinistro che cadde a terra con estrema facilità. Sono anche magrolino quindi si fa presto, un colpo e via. Zampillava sangue. Ero talmente sconvolto che scoppiai in una risata. Una visione da film dell'orrore. Ero stordito. Non sentivo quasi niente. Anzi sul momento pensavo alla follia che avevo appena compiuto, ma era da fare.
Cosa più importante mi accorsi che Loro sembravano essersene andate. Si sembravano essere sparite. Erano uscite da me. Crollai a terra esausto ricoperto di gelatina appiccicosa. "Sono sparite" urlai. 
Mi aiutai con il braccio rimasto a spostarmi. Fu un grande sforzo.
Raccolsi gli arti per poterli fare riattaccare. Li misi in una sportina della spesa, ma partì una folata di vomito che inondò il braccio con la sporta in mano. "Devo continuare" mi incoraggiai e chiusi tutto per bene nel congelatore. Poi pensai sarebbe stato meglio lasciare qualcosa di scritto per evitare spaventi inutili con tutto quel sangue. Presi con grande dolore e impiegando le ultime forze rimaste carta e penna ed incominciai a scrivere qualcosa. 

Fortunatamente ho ancora il braccio destro. Mi sento allegro e Rido perchè sono di buon umore.  Ora penso di dovermi muovere, anzi mi sento stanco e debole, ho una sensazione di leggerezza e spossatezza. E' stata una giornata dura. Penso che dormirò.

martedì 11 febbraio 2014

Era Ora di Alzarsi

Guardai l'ora. Era ora di alzarsi.
Giungeva una luce flebile.
Non avevo voglia di alzarmi.
Non c'era nessuno a dirmi d'alzarmi.
Stetti supino ad osservare il soffitto.
Mi girai di lato con una mano sotto il cuscino.
Mi assopii per qualche minuto.
Riguardai l'orologio. Mi sarei dovuto alzare.
Mi alzai.
Alzai pure la persiana poi andai al bagno.
Guardai fuori e c'era brutto tempo.
Ritornai a letto.
Nessuno mi diceva di alzarmi.
Mi tirai le coperte fino al mento.
Improvvisamente caddi in sogno.
Sembra strano. Sognai che era ora d'alzarmi.
Avrei dovuto alzarmi e combinare qualcosa.
Mi alzai a fare colazione.
Latte e Corn Flakes. Corn Flakes e latte.
Ritornai a letto.
Pensai all'ultima volta che feci qualcosa e mi addormentai.


L'ultima volta che mi alzai per combinare qualcosa,
combinai niente.
L'ultima volta che Andai in città per cercare lavoro,
tornai a casa senza aver trovato niente.

L'ultima volta che Mi svegliai
di buon ora,
di buon umore e
con buone intenzioni,
tornai a casa
senza aver visto nessuno a parte vecchi e badanti che facevano la spesa,
senza aver capito niente a parte l'aver capito che intorno c'è niente,
senza aver incontrato nessuno di interessante a parte un tipo che andava in giro cercando di combinare qualcosa che alla fine capì di non valere niente e se ne tornò casa a sdraiarsi sul letto guardando il soffitto pensando che avrebbe dovuto alzarsi per cercare di combinare qualcosa.


Mi svegliai e i raggi di sole entravano dai buchi della persiana.
Pensai che avrei dovuto alzarmi anche se nessuno mi diceva d'alzarmi.
Fuori c'era bel tempo. Sole e nebbia.
Mi alzai e Mi vestii.
Uscii e mi incamminai verso il sole immerso nella nebbia.



domenica 19 gennaio 2014

STORIE DI INCONTRI DIGITALI - PARANOIE - SOCIETA' MERDA - TILT

ATTENZIONE CONTENUTO ESPLICITO E VOLGARE

Una volta, non molto tempo fa, conobbi una tipa su un sito di incontri, anzi l'unica tipa che mi trovava carino e che era interessata a conoscermi meglio.
Dico "Cazzo devo festeggiare, già sono un cesso poi in più le foto fanno cagare". Presi la bottiglia di Jhonny Walker. Tre parti di Jhonny, una di acqua e ingallonai il tutto. Che poi era pure in offerta e avrei potuto prenderne ancora. Cazzo. Guardai le foto della tipa non sembrava male e decido di continuare la conversazione parlando di noi. Sgamai in meno di due minuti il suo profilo Face, in maniera da essere preparato quando me lo avrebbe dato lei. Dalle foto era carina, proporzionata, un bel sorriso due belle tette, niente culone. Lo avevo già mezzo barzotto. "Non è facile trovare una così da sobri". Festeggiamo alla figa. "Vodka e ghiaccio".
Lei scrisse "A me farebbe piacere incontrare le persone che mi interessano anche nella realtà" . Io concordai. Anzi pensai che se si beccava un week-end giusto si poteva anche scopare, magari non in bagno della stazione o in maniera selvaggia come quella volta che fottendo con una tipa in un boschetto in autunno rischiammo di beccarci del piombo nel culo da dei cacciatori.

"Jhonny amico mio dove sei stato vieni qui da me". 
Poi improvvisamente andai in paranoia. Pensavo alla tipa e a scopare. Paranoia. Paranoia. Fottutta paranoia. Non una novità. Non so se era colpa dell'alcool, della gioia, il profumo di fica che si avvicinava. Mi immaginai già mezzo nudo col manico duro che leccavo quelle tette.

Mi fermai ed incomincia a pensare a me. "E' un pezzo che mi trascuro. Cazzo". Incominciai ad analizzarmi e a spalare merda.
Presi in mano il telefono cellulare. Paranoia telefonino. "A me piace la tecnologia, non fraintendetemi, ma da quanto tempo non cambio telefonino. In giro la gente tira fuori dalle tasche dei maxi patacconi più lunghi di un cazzo. Io sto al telefono a gettoni."
Guardai la roba da vestire. Paranoia abbigliamento. "Nell'ultimo periodo mi vesto alla cazzo-di-cane, giro e rigiro senza aver voglia di prendermi niente o al massimo delle felpe col cappuccio". L'ultima volta mi presi un paio di fottute Nike da cinquanta euro perchè non avevo voglia di spendere soldi. Poi visto che vado a correre e che costavano un cazzo, me ne presi un altro paio. In poche parole tornai a casa con due paia di scarpe di merda.

Non è che sia senza soldi. Ho qualche migliaio di euro. Gruppi da mille incellofanati sparsi nell'armadio e nel casseto. Le banche ci inculano solamente e con i nostri soldi si scopano troie di classe su macchine appena uscite dal concessionario.
Paranoia. Vai in giro e tutti piumino Monclaire. Pataccone in mano. E che cazzo. Giacche Woolrich. Mela morsicata in mano. Paranoia. Charatt. Franklin & Marshall. Io vestito in maniera anonima tra la gente.

Mi buttai giù. Incominciai a pensare che non ero presentabile. Tutto sta nell'apparenza. Il mio umore era a terra. Ero in paranoia perchè non sapevo cosa mettermi. Ero in paranoia perchè non avevo l'ultimo smatphone da tirare furi dalla tasca del Monclaire. Ero in paranoia perchè non avevo le foto del cazzo nella cartella immagini e non mi ero filmato per un sex-tape. Ero in paranoia perchè non ero presentabile. L'apparenza è tutto. Ero in paranoia perchè ero vestito in modo anonimo. Non si può incontrare una tipa. La gente fa presto a cambiare idea e a cambiare opinione sulle persone. Tutti giudicano dalle apparenze.
Società del cazzo. Fottuta società che mi manda in paranoia. Tutti standardizzati sottoposti a controllo qualità come pezzi usciti da una fabbrica metalmeccanica. Non me ne ero mai preoccupato così tanto. Me ne ero sempre fottuto. "Perchè ora ci penso?"

La tipa mi voleva incontrare e premeva affinché avvenisse il prima possibile. Diceva che dai messaggi scambiati le piacevo. Avevamo qualcosa in comune. Ero simpatico. Io ero nel panico non sapevo che cazzo fare nè che cazzo dire. "Meglio non cortocircuitare il cervello, restare freschi. In momenti come questi Ci vuole vodka per rischiarare le idee. Meglio bere per fare passare le paranoie causate della gente."
"Non sono presentabile" mi ripetevo.

Cazzo. Mi alzai spensi il pc. Spensi il modem. Uscii di casa sbattendo la porta ed incominciai a correre. Corsi per un po'. Aria fresca. Presi il telefono e lo scaraventai in un fiumiciattolo. Sembrava aver gettato una granata innescata. Tornai a casa accesi il pc, accesi il modem e  mi cancellai da tutto. Black-out. Silenzio. Pace. Il senso di angoscia era svanito. Cazzo ero rilassato.

Jhonny sapeva ciò che volevo e mi porse il bicchiere. "Grazie, Jhonny prolunghiamo questo senso di rilassatezza. Prolunghiamo l'apatia."
Domani è un altro giorno. Domani ci penseremo. Ora non voglio pensare.

lunedì 30 settembre 2013

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Le lune ed Il fumo. I caffè e il rigirarsi nel letto.
Ho bisogno di sognare perchè vivo troppo poco.
Svegliarsi nel buio. Le ore ed i minuti lampeggiano incessanti.
Il mio aspetto è scadente. Appoggio la testa al cuscino ed è umido.
Giorni di pianti, nascosto nell'ombra mentre fuori pioveva.

Fatico a mettere insieme pensieri e parole. Non sono concentrato.
Devio sempre verso il nulla. La mente si rifugia nel vuoto.
Sdraiato a Leggere Freud per capire gli altri perdendo di vista sè stessi.
Sentirsi frustrati. Leggere "io sono ok tu sei ok" sapendo già di non essere ok.
Trovare il segreto della felicità scoprendo che non esiste.
Saltellare a ritmo di 3/4. Sorridere al nulla e parlare da solo.
Uscire ed avere freddo. Fare finta di niente. Tremare ed abbracciarsi.

sabato 22 giugno 2013

MeZZaNoTTe PaSSaTa

Ripartire da zero da soli non è facile, ma bisogna provare.
Ricostruire il futuro senza rabbia. Il passato di rimpianti lo lascio in gabbia.
Nei momenti in cui ti senti spento il tempo non si ferma. Prova ad avere fiducia.
Ora, dopo l'esperienza, le ferite bruciano meno. Voglio nuovi orrizzonti.
Ho un biglietto solo andata. Valigie non ne ho, aspirazioni nemmeno.
Prendo quello che viene. Il gioco è ancora aperto. Nessuno ti può aiutare.
La quiete dopo le tempeste. Non riconosco il paesaggio attorno a me.
Ho la mente lucida. Songni e certezze non ce ne sono più. Il Mondo ladro ci deruba.

I soldi stanno finendo. Senza soldi le ragazze e gli amici non ti danno chances.
Tutto apparire. Tutta finzione. Io ho un'armatura per fregarmene della gente.
Invidia, gelosia e competizioni sono energie negative. Guerre per il niente.
La gente si infama è piena di tensione. Rischiano di bruciare l'occasione.
Qui attorno tutto è sporco. Ho bisogno di purezza e sincerità. Corro alla sorgente.
Penso che in questo mondo non sono adeguato, ho pure cambiato modo di pormi.
Sorrido per fare bella impressione e sembrare meno rigido, ma non funziona.

Volto la pagina ed è bianca e la lascerò così. Penne e lame. Sangue e parole.